MARAT/SADE - Io sono la rivoluzione

PRESENTAZIONE

Il saggio è un momento particolare nel percorso di un allievo attore. Tutto quello che si è appreso in classe deve essere raccolto e messo in gioco sulla scena. In poche settimane si affronta un lungo testo, si costruiscono numerose scene, si deve dare fondo alle proprie energie e, quando queste finiscono, si devono trovare risorse inaspettate. Si impara molto, venendo messi alla prova ogni giorno per un mese intero.

Nel nostro saggio lavorano insieme gli allievi dell'ultimo e quelli del primo anno. La scelta non è stata casuale. Volevamo che tra i due poli si creasse uno scambio proficuo per entrambe le parti. In un mese abbiamo cercato di creare una piccola comunità teatrale, in cui il più fragile fosse accanto al più sicuro, il più grande accanto al più piccolo, in cui diversi mondi fossero messi a confronto. Forse questa è stata la prima grande rivoluzione per questi ragazzi: scoprire che il teatro possa essere un luogo in cui libertà, fraternità e uguaglianza, non sono parole astratte.

Il nostro saggio si intitola "Marat/Sade - Io sono la rivoluzione". Racconta di un gruppo di pazienti di un ospedale psichiatrico che, sotto la guida del marchese de Sade, che ha scritto e diretto il testo, mettono in scena l'omicidio di Jean-Paul Marat ad opera di Charlotte Corday. Il testo di Sade tratta quindi di un argomento ben preciso, la rivoluzione, e lo stesso Sade si schiera da una parte ben precisa, l'individualismo. Tuttavia, da filosofo della libertà, nel suo testo ha deciso di far scontrare più punti di vista, tra i quali il suo non è che uno.

"Io sono la rivoluzione", dice Marat in una scena. Ma cos'è la rivoluzione? Nel testo scritto da Sade la rivoluzione viene vista in molti modi. Si vede in essa la forza creatrice e quella distruttrice. L'uguaglianza viene vista come antidoto ai privilegi e come inibitore del progresso. La fratellanza come sogno del reciproco aiuto e come annullamento dell'individuo nella massa. La libertà come spinta all'azione e come folle anarchia.

In questo saggio non c'è nessuno spazio per il romanticismo rivoluzionario. Sebbene il testo sembri dirci in più punti che una rivoluzione sarebbe necessaria, nello stesso tempo ci ricorda quanto possa essere sanguinario ribaltare lo stato delle cose.

È proprio questo doppio sguardo di Marat e di Sade quello che ci interessa, riuscire a mettersi, almeno per il tempo dello spettacolo, sia dalla parte dell'uno che dell'altro, del carnefice e della vittima, del vincitore e del vinto, dell'oppressore e dell'oppresso. Ci auguriamo che questo spettacolo vi faccia venir voglia di guardare alle cose a testa in giù. Perché oggi, come dice lo stesso Marat, "occorre tirarsi fuori del fosso / per i propri capelli / rovesciare se stessi / da dentro in fuori / ed essere capaci di vedere / ogni cosa con occhi nuovi."

Luciano Colavero e Andrea Pangallo

 
CAST

Luca Ferdinandi
Ilaria Giorgi
Alessandro Marasca
Elena Romagnoli
Riccardo Ruta

e con
Andrea Iarlori

e
Adriano Asprone
Claudia Auricchio
Ilaria Bisozzi
Edoardo Bocchi
Maria Campana
Ludovico Cinalli
Giuliana Ciucci
Marin De Batté
Valeria De Pinto
Gianmarco Gonnelli
Ambra Innocenti
Gian Maria Labanchi
Beatrice Mitruccio
Anna Pagnozzi
Paolo Perrone
Laura Petrone
Maria Chiara Scicolone
Valerio Augusto Serraiocco

 

ASSISTENTI ALLA REGIA

Laura Nardinocchi, Andrea Iarlori e Marin De Batté

MUSICHE

Ugo Annibali

FOTO D LOCANDINA

Chiara Favero

in collaborazione con RUFA - Rome University Of Fine Arts e Accademia di Trucco Professionale.

Si ringrazia Michele Ellis.

 
 

MARAT/SADE - Io sono la rivoluzione
Saggio di diploma degli allievi della Terza Classe dell'Accademia
con la partecipazione degli allievi di Prima Classe

 
REGIA E DRAMMATURGIA

Luciano Colavero e Andrea Pangallo

 
RAPPRESENTAZIONE

Teatro Quarticciolo
1 e 2 Luglio 2017