1 e 2 luglio - Saggio finale MARAT/SADE - IO SONO LA RIVOLUZIONE

Saggio di diploma degli allievi della Terza Classe dell'Accademia con la partecipazione degli allievi di Prima Classe.

Regia e Drammaturgia: Luciano Colavero e Andrea Pangallo
Assistente alla regia: Laura Nardinocchi

con
Luca Ferdinandi, Viviana Feudale, Ilaria Giorgi, Alessandro Marasca, Elena Romagnoli, Riccardo Ruta

con
Adriano Asprone, Claudia Auricchio, Ilaria Bisozzi, Edoardo Bocchi, Maria Campana, Ludovico Cinalli, Giuliana Ciucci, Marin De Batté, Valeria De Pinto, Gianmarco Gonnelli, Ambra Innocenti, Gian Maria Labanchi,Beatrice Mitruccio, Anna Pagnozzi, Paolo Perrone, Laura Petrone, Maria Chiara Scicolone, Valerio Augusto Serraiocco

1 luglio, ore 21
2 luglio, ore 17

Info
scuola@cassiopeateatro.org
06 5580827 - 340 3029448

Il saggio è un momento particolare nel percorso di un allievo attore. Tutto quello che si è appreso in classe deve essere raccolto e messo in gioco sulla scena. In poche settimane si affronta un lungo testo, si costruiscono numerose scene, si deve dare fondo alle proprie energie e, quando queste finiscono, si devono trovare risorse inaspettate. Si impara molto, venendo messi alla prova ogni giorno per un mese intero.

Nel nostro saggio lavorano insieme gli allievi dell'ultimo e quelli del primo anno. La scelta non è stata casuale. Volevamo che tra i due poli si creasse uno scambio proficuo per entrambe le parti. In un mese abbiamo cercato di creare una piccola comunità teatrale, in cui il più fragile fosse accanto al più sicuro, il più grande accanto al più piccolo, in cui diversi mondi fossero messi a confronto. Forse questa è stata la prima grande rivoluzione per questi ragazzi: scoprire che il teatro possa essere un luogo in cui libertà, fraternità e uguaglianza, non sono parole astratte.

Il nostro saggio si intitola "Marat/Sade - Io sono la rivoluzione". Racconta di un gruppo di pazienti di un ospedale psichiatrico che, sotto la guida del marchese de Sade, che ha scritto e diretto il testo, mettono in scena l'omicidio di Jean-Paul Marat ad opera di Charlotte Corday. Il testo di Sade tratta quindi di un argomento ben preciso, la rivoluzione, e lo stesso Sade si schiera da una parte ben precisa, l'individualismo. Tuttavia, da filosofo della libertà, nel suo testo ha deciso di far scontrare più punti di vista, tra i quali il suo non è che uno.

"Io sono la rivoluzione", dice Marat in una scena. Ma cos'è la rivoluzione? Nel testo scritto da Sade la rivoluzione viene vista in molti modi. Si vede in essa la forza creatrice e quella distruttrice. L'uguaglianza viene vista come antidoto ai privilegi e come inibitore del progresso. La fratellanza come sogno del reciproco aiuto e come annullamento dell'individuo nella massa. La libertà come spinta all'azione e come folle anarchia.

In questo saggio non c'è nessuno spazio per il romanticismo rivoluzionario. Sebbene il testo sembri dirci in più punti che una rivoluzione sarebbe necessaria, nello stesso tempo ci ricorda quanto possa essere sanguinario ribaltare lo stato delle cose.

È proprio questo doppio sguardo di Marat e di Sade quello che ci interessa, riuscire a mettersi, almeno per il tempo dello spettacolo, sia dalla parte dell'uno che dell'altro, del carnefice e della vittima, del vincitore e del vinto, dell'oppressore e dell'oppresso. Ci auguriamo che questo spettacolo vi faccia venir voglia di guardare alle cose a testa in giù. Perché oggi, come dice lo stesso Marat, "occorre tirarsi fuori del fosso / per i propri capelli / rovesciare se stessi / da dentro in fuori / ed essere capaci di vedere / ogni cosa con occhi nuovi."

Luciano Colavero e Andrea Pangallo

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