Il mestiere dell'attore

Dal 1997 formiamo attori rispettando i principi della pedagogia teatrale classica, sperimentando territori di confine.
PEDAGOGIA E MAESTRI

Il Progetto Formativo dell'Accademia, se pur affonda le radici nella pedagogia di tradizione classica del '900 (Stanislavskij, Lecoq, Chekhov, Mejerchol'd), guarda volentieri ai principi innovativi della ricerca avanguardistica (Grotowski, Brook, Barba), condividendo con essi l'interesse per gli esperimenti parateatrali. L'Accademia non impone l'utilizzo di una metodologia specifica ma, spaziando nell'arco della conoscenza e dell'esercitazione, permette allo studente di corrispondere a diversi tipi di richieste lavorative e lo incoraggia ad elaborare un proprio metodo di lavoro. L'Accademia riconosce altresì la pratica d'attore elemento essenziale per l'apprendimento dell'arte scenica. Più di venti insegnanti attivi nel mondo dello spettacolo, mettono ogni giorno la propria esperienza a servizio dei giovani talenti.

STRUTTURA DEL CORSO

Il percorso didattico dell'Accademia si articola in tre anni di studio, con frequenza di 8 ore al giorno per un totale di 1200/1400 ore annue. L'ingresso alla prima classe è su selezione e due esami annuali scandiscono e qualificano il percorso formativo di ogni studente. Le lezioni, teoriche e pratiche, si incentrano sui principi dell'arte scenica e hanno l'obiettivo di condurre ogni allievo diplomato ad una formazione attoriale solida, completa e raffinata. Lezioni di tecnica ogni mattina, recitazione nelle ore pomeridiane, sale prova a disposizione, workshop, collaborazioni, esercitazioni pubbliche, saggi e produzioni teatrali, sono solo alcuni dei punti di forza su cui si fonda l'Accademia, che negli anni ha saputo conquistarsi riconoscibilità e stima presso i più alti rappresentanti del mondo della cultura e dello spettacolo.

 

I VIDEO

 

DICONO DI NOI...

 

  • «Definire “saggio” questo spettacolo appare oltremodo riduttivo; si tratta piuttosto di un’opera di elevato tenore, una rappresentazione elargita con precisione, con un meccanismo sincrono nei movimenti scenici, nei tempi e nell’interpretazione»
    Isabella Polimanti / TUTTO TEATRO, 9 luglio 2012
  • «Quando il saggio diventa un vero e proprio spettacolo, in cui non si sa più bene dove finisce l’allievo ed inizia l’attore significa che, per fortuna, i giovani hanno possibilità di imparare ed apprendere “l’arte segreta dell’attore”»
    Carlo Dilonardo / TEATRI&CULTURE, 10 luglio 2012